Facebook & Co sui cellulari

di Luca Figini 19 aprile 2010

Ecco quali sono i social network che si sono adattati ai telefonini e che possono essere utilizzati ovunque ci si trovi

Ce ne sono per tutti i gusti, anche se il più famoso è Facebook. Un fenomeno, quello dei social network, che ci diverte, ci aiuta a trovare amici (anche l’anima gemella) e che è esploso da quando su Internet si approda con il telefonino

Tre piccioni con un solo colpo
Potersi connettere al proprio social network in qualsiasi istante e da qualsiasi luogo aumenta la propria presenza e la propria visibilità. Nello stesso tempo il sito acquista popolarità, aumenta consensi e, quindi, pubblicità. E gli operatori vedono salire il traffico e gli introiti. Ecco creato il circolo virtuoso (o vizioso, dipende dai punti di vista) che si autoalimenta e nello stesso tempo soffia sul fuoco dell’evoluzione dei nostri stili di vita. MySpace e Facebook hanno dichiarato che nell’ultimo anno 20 milioni di utenti hanno utilizzato il cellulare per collegarsi al loro sito. Per questo le due aziende hanno cercato (e trovato senza fatica) accordi con i produttori di telefonini (colossi come Nokia, Apple, Rim e Samsung) per lanciare modelli “social” che permettano di collegarsi e caricare foto e video, oltre ai soliti commenti, con facilità e pochissimi click. Ma non basta: l’utilizzo della telefonia mobile è così promettente che le reti sociali hanno sviluppato interfacce particolari e più leggere per facilitare l’accesso mediante i telefonini.

Da piazza a www
Conquistato il mondo mobile, i social network avranno definitivamente invaso la nostra vita. Nati come “piazze” per mettere in contatto le persone, si stanno trasformando in copie conformi del World Wide Web: si inviano e ricevono mail, si leggono notizie, si caricano e scaricano file di ogni tipo, si gioca e si conoscono nuove persone. Non solo: le informazioni non si chiedono più a Google, ma al proprio giro di amici. E si è portati (molto spesso sbagliando) a fidarsi più di loro che del più grande motore di ricerca.

Facebook
Quando ha superato la barriera dei 300 milioni di utenti, il suo fondatore, Mark Zuckerberg, ha dichiarato di essere in anticipo di un anno sul progetto che aveva lanciato nel 2004. Spiegare il successo del più popolare (anche se non il più usato in Italia) social network è semplice e complesso allo stesso tempo. Facebook ha saputo trovare quel famoso “fattore X” in più rispetto ai concorrenti, congegnando un’architettura di funzionamento semplice e comprensibile per tutti, facile da navigare, versatile e personalizzabile. Inoltre ha evitato di porsi come diretto concorrente di Twitter o YouTube facendo in modo che i suoi utenti potessero utilizzarli restando all’interno dello stesso sito. E il risultato è che oggi Facebook sta rubando la scena al Web stesso; provate ad aguzzare le orecchie e vi accorgerete che qualche collega o qualche ragazzetto che la mattina prende il vostro stesso autobus per andare a scuola, parlando con gli amici scambia “chat” con facebook.com, “album fotografico” con facebook.com o addirittura “Internet” con facebook.com.

MySpace
Una stima ufficiale degli iscritti a MySpace non esiste. Partito un anno prima di Facebook, è stato tuttavia superato l’anno scorso. Oggi si dice che abbia sui 235/250 milioni di utenti nel mondo contro i 300 milioni del concorrente. Anche in Italia è sceso il numero di visitatori unici; 2,9 milioni con 160 milioni di pagine viste contro i 19 milioni di visitatori di Facebook e gli 8,7 miliardi di pagine viste. La caratteristica principale di MySpace è legato soprattutto alla possibilità di poter creare in meno di un’ora, e senza conoscere nemmeno una istruzione in linguaggio Html, una propria pagina Web elegante, dove poter parlare della propria attività e un’altra serie di pagine dove esporre le proprie foto o dove depositare i propri brani musicali (per questo è particolarmente amato dai musicisti) perché possano essere ascoltati ma non scaricati e avere un servizio di mail list diverso per ogni gruppo di vostri amici.  

Twitter
Il nome, storpiato, deriva dal verbo inglese “to tweet”, cinguettare, e gli aggiornamenti sono detti “tweet”, cinguettii. Questo perché si può scrivere di tutto, purché ogni intervento, ogni messaggio non superi i 140 caratteri, venti in meno rispetto a un Sms. È recente, ma la sua crescita esponenziale  (negli ultimi 12 mesi è cresciuto del 1.500%!) ha coinciso con il suo ingresso nel settore della telefonia cellulare. Il servizio ha rivelato le sue potenzialità nel caso di grandi eventi collettivi: le elezioni in Iran e il terremoto in Abruzzo. Registrazione e utilizzo sono molto semplici; ogni iscritto ha una sua pagina personale, con tanto di url che può essere reso accessibile a tutti, anche a chi non fa parte di Twitter. I tweet possono essre inviati anche con il cellulare, senza alcun costo. Per riceverli occorre un software apposito e si pagano i costi di connessione.

LinkedIn
Secondo alcuni Linkedin ha raggiunto una dimensione tale che è quasi poco professionale non farne parte. Si tratta di un circuito riservato al mondo del lavoro per la costruzione di una propria rete professionale secondo l’assunto dei 6 gradi di separazione: a ciascuna persona bastano sei passaggi al massimo per raggiungere chiunque, fosse pure il Papa o il presidente americano Obama. Il suo funzionamento è piuttosto semplice. Con l’iscrizione e la creazione del proprio account si comincia a costruire la propria rete professionale partendo dai contatti personali e dalla ricerca di colleghi dei vari corsi di studi o di lavoro. Quello che Linkedin cerca di sfruttare è la forza dei legami deboli, cioè la possibilità di entrare in contatto con persone ed esperienze di lavoro lontane dall’abituale cerchia di amicizie. E molte aziende in cerca di personale sono le più attente lettrici di Linkedin...

Windows Live
La prima volta che è stato pronunciato il nome Windows Live è stato il 1° novembre 2005 per sostituire il portale Msn che stava diventando stretto con l’aumento dei servizi. Oggi Windows Live raccoglie una serie di applicazioni e soluzioni Web di Microsoft. Sono tutte utilizzabili tramite qualsiasi browser, a esclusione di alcune che richiedono un apposito client. Ne risulta una piattaforma che permette una  interazione continua e un costante arricchimento di funzioni e possibilità. Il punto di partenza è Live Account che consente di registrarsi e di centralizzare i vari account di Windows Live, gestendo le password, le informazioni personali, le opzioni e i servizi utilizzati. Funziona come un vero e proprio social network combinando la chat di Messenger, la posta di Hotmail, l’hard disk virtuale di Drive, il motore di ricerca di Bing e la bacheca di Spaces.
Impossibile, ad oggi, stabilire il numero di utenti di Windows Live. Microsoft tace, ma lascia capire che chiunque abbia a che fare con Internet è registrato per almeno un servizio che fa capo a Live.

Netlog
Il 70% dei suoi iscritti ha meno di 24 anni e il 33% ha addirittura un’età compresa fra i 13 e i 16 anni. Giovani, anzi giovanissimi quindi i quasi 57 milioni di fans che ogni giorno si collegano a Netlog per rimanere in contatto e comunicare  tra di loro in una delle 20 lingue disponibili. Su Netlog gli iscritti possono creare la propria pagina personale con un blog, foto, video ed eventi. Entrare e comunicare è sufficientemente facile e intuitivo: si crea innanzitutto un account, fornendo le informazioni per il proprio profilo. Poi si invitano amici, anche facendo una rapida ricerca automatica: basta inserire il proprio indirizzo e-mail e Netlog rintraccia tutti i nomi dei contatti presenti in rubrica e già iscritti in Netlog. Si tratta di un sistema utile e rapido per recuperare conoscenze disperse o scoprire nuovi legami e affinità. Il paragone con Facebook è fin troppo facile, ma secondo  i giovani Netlog risulta tutto sommato più semplice e poi si tratta di un circolo virtuoso: è più facile tra coetanei trovare affinità di gusti e di vedute e quindi stringere nuove amicizie.

Indirizzi confidenziali
Il regno dei single
È stato il successo della sua versione italiana a far decollare www.meetic.com anche negli altri Paesi europei. Dedicato agli incontri tra single alla ricerca di amore, ha alcune funzionalità a pagamento. Lo si raggiunge anche sui portali Wap degli operatori. Ha una sezione dedicata al mondo gay.

Servizi su misura
È una vera comunità mondiale che fornisce ai propri membri la possibilità di condividere la propria vita (ma anche solo una brevissima porzione di essa) con il partner più disponibile del momento. Sono 48 milioni gli iscritti: volete non trovare la persona ideale?  Iscrizione e chat gratuite, ma alcuni servizi chiave sono a pagamento. www.badoo.com

Il divertimento
Un sito dedicato a tutti i single che vogliono divertirsi. È quanto viene promesso nell’home page, sottolineando che il servizio è assolutamente gratuito. La struttura è quella tradizionale:  ci si iscrive, si disegna un proprio profilo, si invia almeno una foto e ci si mette in lista. Poi si va alla ricerca del partner ideale. Non mancano i servizi di contorno come le gallerie video, i programmi tv da seguire tra una chat e l’altra. Si consiglia lo studio della lingua inglese: la traduzione italiana è davvero incomprensibile!  www.thehotspotguide.com

L’amore è un gioco
Un servizio in abbonamento per i clienti dei quattro operatori mobili. Con 4,04 euro a settimana si ha diritto a 20 Sms di chat, ma tutti gli altri servizi personali sono a tariffa. Gli iscritti sono 250mila e possono essere selezionati per sesso, età, località, situazione sentimentale e per grado di sessualità: da glaciale a bollente, da fredda a caliente. www.theclub.it

Scelti a caso
Altro servizio di appuntamenti on-line di gusto piuttosto discutibile. Per rendersi conto del livello basta dare un’occhiata al forum e ai criteri di scelta “a caso” dei due belli del giorno. Iscrizione e navigazione “normale” gratuite (ma viene suggerita una “donazione spontanea”). Si pagano invece chat e videochat, sezioni locali, privilegi, classifiche. Insomma: quasi tutto. Ma dicono che il gioco valga la candela. www.bellisinasce.it


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