Possiamo definirla "auto censura". Per qualcuno è un modo doloroso ma necessario per affermarsi in alcuni Paesi e ampliare così il raggio d'azione. Twitter ha attivato un blocco selettivo dei messaggi pubblicati, che può essere attivato anche in un singolo Paese purché la richiesta sia supportata da una motivazione legale. Il sito di micro blogging ha spiegato l'iniziativa in un post ufficiale: "debutteremo in nazioni che hanno idee differenti sui limiti della libertà di espressione.
Alcune idee sono talmente diverse dalle nostre che non potrebbero esistere qui, altre sono simili ma per ragioni storiche o culturali vengono censurati alcuni tipi di contenuti, come per esempio in Francia e Germania sono vietati riferimenti filonazisti".
Per la verità anche in Italia l'apologia di fascismo è un reato e quindi, in ultima analisi, se dovesse esserci una richiesta di un Tribunale competente Twitter potrebbe operare per censurare i post che potrebbero essere ricondotti a questa fattispecie. Dunque l'azienda di San Francisco spiega che "da oggi abbiamo la possibilità di rimuovere il contenuto per gli utenti di un singolo Paese e di lasciarlo disponibile per il resto del mondo".
Insomma si tratta di un intervento chirurgico che non asporta il tweet ma semplicemente lo cela alla vista delle popolazioni (ma soprattutto dei governi) che potrebbero non gradirlo o ritenerlo offensivo o quant'altro. Una mossa elegante e sofisticata per aggirare alcuni blocchi e farsi strada in Paesi dove oggi ci sono difficoltà, ma anche una scelta che Reporter Sans Frontieres ha già criticato perché ritiene che Twitter stia di fatto collaborando con chi sostiene la censura e non lascia piena libertà di espressione. Nonostante il portale si sia sempre definito libero e apolitico.
Il pensiero però va alla Cina e a tutti i Paesi in cui il governo chiede a organizzazioni come Twitter di collaborare per filtrare i contenuti. In effetti conviene sottolineare per dovere di cronaca che non è Twitter a censuare, bensì il portale agisce sotto espressa ed esplicita richiesta dei governi. Tuttavia non sono mancate azioni concrete dei "cinguettatori" al fine di criticare aspramente la mossa. Alcune personaggi, artisti e pensatori hanno già anticipato la volontà di non pubblicare ulteriori tweet qualora i responsabili del sito continuassero in questa operazione. La faccenda è complessa e per seguirla in diretta basta ricorrere all'hashtag #TwitterCensored

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