La password come pegno d'amore: i rischi

di Luca Figini 23 gennaio 2012

La condivisione delle parole chiave è diffusa soprattutto tra i ragazzi da 12 a 17 anni

Il pegno d'amore per i fidanzati del Web 2.0 non è un fiore o un oggetto, bensì un "regalo" molto più intimo: la password per gli account di posta elettronica e di Facebook. Che oggi sono tra le informazioni più personali che si dispongono nell'era digitale. Un atto di fiducia, insomma, quello di affidare all'amato e all'amata la possibilità di accedere all'e-mail ma anchealla chat e ai social network.

Una sorta di verifica di fedeltà, come scritto dal New York Times che ha fotografato il fenomeno diffuso tra adolescenti e teenager. Non solo condivisione delle password ma anche parole chiave studiate per dichiarare l'amore per la dolce metà, come per esempio "ioamote". Un atto ingenuo, per non dire naif, apparentemente innocuo che però cela una serie di risvolti non trascurabili. Scambiarsi così a cuor leggero le password per i profili sul Web e la posta è tutto sommato pericoloso, non foss'altro per il rischio che queste informazioni vengano divulgate senza il consenso o all'insaputa del proprietario.

Un'attivtà da arginare per i rischi innati e collaterali di questa pratica (si pensi alle ripicche per i delusi oppure all'invio di mail o ancora al salvataggi di dati e foto), che trova riscontro nei ragazzi con età compresa tra 12 e 17 anni. E se la soluzione fosse di tornare alle classiche rose?


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